Quali sono i disturbi specifici

Quali sono i disturbi specifici

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 Che cos'è la dislessia?

Pallino Definizioni
L’ICD-10 (Classificazione Internazionale delle malattie, OMS,1992) e il DMS-IV (Manuale diagnostico a statistico dei disturbi mentali, APA; 1995) sono concordi  nel fornire la definizione di Disturbo Specifico di Apprendimento.
Da segnalare anche la classificazione proposta dall’ICF (Classificazione del Funzionamento, Disabilità e della Salute,OMS, 2001), nello specifcico la sezione “Apprendimento e applicazione delle conoscenze”:
ICD-10:
“questi sono disturbi nei quali le modalità normali di acquisizione delle capacità in questione sono alterate già nelle prime fasi di sviluppo. Essi non sono semplicemente una conseguenza di una mancanza di opportunità di apprendere e non sono dovuti a una malattia cerebrale acquisita. Piuttosto si ritiene che i disturbi derivino da anomalie nell’elaborazione cognitiva legate in larga misura a qualche tipo di disfunzione biologica. Come per la maggior parte degli altri disturbi dello sviluppo, queste condizioni sono marcatamente più frequenti nei maschi.”
DMS-IV:
“i disturbi dell’apprendimento vengono diagnosticati quando i risultati ottenuti dal bambino in test standardizzati, somministrati individualmente, su lettura, calcolo o espressione scritta risultano significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione e al livello d’intelligenza. Essi interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di lettura, di calcolo e di scrittura.”

Pallino I disturbi specifici dell’apprendimento scolastico
I D.S.A. sono quindi un gruppo eterogeneo di disturbi che si manifestano solamente  nell’acquisizione delle abilità scolastiche  quali la lettura, la scrittura e il calcolo. La loro caratteristica principale è quindi la specificità: il disturbo  riguarda uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.

Pallino Caratteristiche generali dei D.S.A.
- Compromissione significativa e persistentedella funzione interessata (-2ds)
- Capacità intellettive nella norma (entro 1ds)
- Assenza di deficit sensoriali
- Assenza di danno neurologico
- Assenza di disturbi relazionali (primari)
- Presenza di normali opportunità educative
- Familiarità per il disturbo nel 60-70% dei casi
- Prevalenza accentuata nei maschi
- Consistente associazione tra i diversi DSA
- Eterogeneità dei quadri funzionali
- Eterogeneità dei profili di sviluppo
- Associazione con disturbi psicopatologici

Pallino Disturbi Specifici Evolutivi di Apprendimento:
- Dislessia
- Disortografia
- Disgrafia
- Disalculia.

Dislessia
La  dislessia è la difficoltà a leggere in modo corretto e fluente.
Si riconoscono due tipi di dislessia:
- la dislessia evolutiva: si manifesta nell’età scolare, in particolare nei primi anni, in cui si inizia l’apprendimento scolastico; le caratteristiche della dislessia possono variare in relazione ai cambiamenti legati alla crescita del bambino; è di natura genetica e congenita.
- la dislessia acquisita: si manifesta prevalentemente negli adulti; si manifesta a seguito di lesioni che provocano una difficoltà nella normale abilità di lettura o negli aspetti ad essa collegati.
Definizione della Orton Dyslexia Society, (1997):
La Dislessia Evolutiva è un disturbo specifico su base linguistica, di origine costituzionale,caratterizzato da difficoltà nella decodifica di parole singole, spesso inattese in rapporto alla età, alle abilità cognitive e scolastiche, non attribuibile a un disturbo generalizzato dello sviluppo o a una menomazione sensoriale. Essa si manifesta con gradi variabili di difficoltà in differenti forme di abilità linguistica.
Definizione della International Dyslexia Association, (2003)
La Dislessia Evolutiva è una disabilità specifica dell’apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà di effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. Queste difficoltà tipicamente derivano da un deficit nella componente fonologica del linguaggio che è spesso inattesa in rapporto alle altre abilità cognitive e alla garanzia di un’adeguata istruzione scolastica.
Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale.

Disgrafia
La disgrafia è il disturbo correlato al linguaggio scritto, che riguarda le abilità esecutive della scrittura.
Definizione dal DSM-IV e dall’ICD-10:
“…la caratteristica fondamentale del Disturbo di Sviluppo della Coordinazione e’ una marcata compromissione dello sviluppo della coordinazione motoria
(Criterio A). La diagnosi viene fatta solo se questa compromissione interferisce in modo significativo con l’apprendimento scolastico o con le
attività della vita quotidiana (Criterio B). La diagnosi viene fatta se le difficoltà nella coordinazione non sono dovute ad una condizione medica
generale (per es., paralisi cerebrale, emiplegia o distrofia muscolare) e se non risultano soddisfatti i criteri per un Disturbo Generalizzato dello Sviluppo
(Criterio C). Se e’ presente Ritardo Mentale, le difficoltà motorie vanno al di là di quelle di solito associate con esso (Criterio D). Le manifestazioni di
questo disturbo variano con l’età e con lo sviluppo. Per esempio, i bambini più piccoli possono presentare goffaggine e ritardo nel raggiungimento delle
tappe fondamentali dello sviluppo motorio (per es., camminare, gattonare, stare seduti, allacciarsi le scarpe, abbottonarsi la camicia e chiudersi la
cerniera lampo dei pantaloni). I bambini più grandi possono mostrare difficoltà nelle componenti motorie dell’assemblaggio di puzzles, nel modellismo, nel giocare a palla, nello scrivere in stampatello o nella calligrafia.

Disortografia
La disortografia è il disturbo della competenza ortografica, cioè la difficoltà nel trasformare il linguaggio parlato nel linguaggio scritto.

Discalculia
E’ definito discalculia il disturbo nell’apprendimento del calcolo e del sistema dei numeri. Definizione dal DSM-IV: “La caratteristica principale del Disturbo del Calcolo e’ una capacità di calcolo (misurata con test standardizzati somministrati individualmente sul calcolo o sul ragionamento matematico) che si situa sostanzialmente al di sotto di quanto previsto in base all’età cronologica del soggetto, alla valutazione psicometrica dell’intelligenza, e a un’istruzione adeguata all’età (Criterio A). Il Disturbo del Calcolo interferisce in modo significativo con l’apprendimento scolastico o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità di calcolo (Criterio B). Se e’ presente un deficit sensoriale, le difficoltà nelle capacità di calcolo vanno al di là di quelle di solito associate con esso (Criterio C): Se sono presenti una condizione neurologica o un’altra condizione medica generale oppure un deficit sensoriale, dovrebbero essere codificati sull’Asse III”. “Nel disturbo del Calcolo possono essere compromesse diverse capacità incluse le capacità “linguistiche” (per es., comprendere o nominare i termini, le operazioni, o i concetti matematici, e decodificare problemi scritti in simboli matematici), capacità “percettive” (per es., riconoscere o leggere simboli numerici o segni aritmetici e raggruppare oggetti in gruppi), capacità “attentive” (per es., copiare correttamente numeri o figure, ricordarsi di aggiungere il riporto e rispettare i segni operazionali) e capacità “matematiche” (per es., seguire sequenze di passaggi matematici, contare oggetti, e imparare tabelline)”. Definizione dall’ICD-10: Le difficoltà aritmetiche che possono verificarsi sono varie, ma tra esse sono incluse: un’incapacità a comprendere i concetti alla base di particolari operazioni aritmetiche; una mancanza di comprensione di termini o dei segni matematici; il mancato riconoscimento dei simboli numerici; la difficoltà di adattare le manipolazioni aritmetiche standard; la difficoltà nel comprendere quali numeri sono pertinenti al problema aritmetico che si sta considerando; la difficoltà ad allineare correttamente i numeri o ad inserire decimali o simboli durante i calcoli; la difettosa organizzazione spaziale dei calcoli aritmetici; l’incapacità ad apprendere in modo soddisfacente le tabelle della

Pallino Le cause della dislessia:
Deficit fonologico (difficoltà di elaborazione, programmazione e combinazione dei suoni)
Deficit nei processi di automatizzazione (i processi di letto-scrittura e calcolo non sono automatici)
Deficit nell’elaborazione visuo –percettiva (difficoltà nell’elaborazione visiva degli stimoli, dovuto ad un funzionamento anomalo delle cellule della corteccia visiva)
Disfunzionamento memoria a breve termine (difficoltà nel memorizzare le informazioni e nell’organizzare più informazioni tra loro)
Deficit del controllo motorio (difficoltà  che si manifestano nelle abilità grosso-motorie)