Genitore

Io, bambino dislessico e disortografico

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bambini a scuolaSono un bambino di 11 anni. Domani inizierò a frequentare la 1ª media, e ripensando ai 5 anni di elementari, sento che è un passaggio importante al quale sono arrivato in maniera serena grazie all'aiuto di quanti mi hanno accompagnato come dei veri e propri angeli. Io sono un bambino «speciale»: sono dislessico, disgrafico, disortografico e discalculico.

Quando in prima elementare le maestre e i miei genitori si sono accorti che qualcosa non andava, ho incontrato il primo angelo: la dottoressa Demitri, psicopedagogista del dipartimento scuola-educazione che dopo avermi conosciuto mi segue da dietro le quinte, lavorando con mamma e papà e con le mie insegnanti semplicemente nel trovare le strategie migliori per aiutarmi a imparare le cose seguendo strade a volte diverse da quelle dei miei compagni, ma che alla fine si univano sempre alle loro. Dopo aver confermato e certificato le mie 4 «dis» lei mi ha fatto incontrare un altro angelo, Francesca, un'insegnante che opera in un centro specializzato a seguire bambini e ragazzi con vari tipi di disturbi dell'apprendimento. Con Francesca mi trovo una volta in settimana ed è per me un'importante compagna nel mio cammino, mi presenta in modo diverso le cose che faccio fatica a studiare nel modo tradizionale. Gli altri angeli che ho trovato sulla via di questi cinque anni sono state le mie maestre e i due maestri che ho avuto: Luciano, Lorenzo, Lucia, Silvia, Cinzia, Teresa, Annalisa, Luisa, persone che hanno avuto la pazienza di seguirmi adattandosi a me pur lavorando in una classe numerosa e non delle più facili. Persone che non mi hanno «tirato avanti» ma che mi hanno accompagnato nel vero senso della parola, persone che hanno avuto il grande dono dell'umiltà di lasciarsi guidare nel variegato mondo dei disturbi dell'apprendimento, a volte strano e difficile da comprendere e di volerlo conoscere, documentandosi e partecipando a incontri con molta serenità e voglia di acquisire metodi e strategie importanti per bambini come me. Un altro aspetto di cui voglio ringraziare i miei angeli è l'importante collaborazione che c'è sempre stata anche con mamma e papà, una collaborazione basata su un rapporto di fiducia e stima reciproca che ha creato e mantenuto attorno a me un clima sereno, molto importante per la mia crescita. Grazie a tutti voi, il mio grazie vi arriva proprio dal mio cuore, vi voglio bene. So che noi «dis» siamo tanti, so che per alcuni non è facile e che la scuola può essere un incubo che un mezzo educativo per crescere e imparare: voglio dire ai bambini come me di non scoraggiarsi, spesso noi siamo molto intelligenti ma gli altri fanno fatica a vedere questa intelligenza finché non arriviamo a incontrare le persone giuste che ci aiutano a tirarla fuori; siamo molto sensibili, spesso fragili nella nostra sensibilità al punto di volerla mascherare con atteggiamenti che in realtà non ci appartengono, sono solo difese delle nostre paure incomprese; siamo fantasiosi e creativi molto più degli altri, doti che qualche volta vengono sminuite perché magari è più importante imparare le tabelline a memoria secondi i criteri classici... o le poesie... e tutto il resto! Sapete, le tabelline io le ho imparate e le so come tutti gli altri bambini, solo che le ho imparate in modo diverso e senza angosce... e questo non è poco. Vi auguro, cari amici «dis» di avere le fortune che ho avuto io: 1) una famiglia che ha accettato il «problema» e che ora è giunta alla conclusione che in fondo non è un problema, che io bambino sono una meravigliosa risorsa proprio per quelle doti che sono tipiche di noi «dis»; 2) persone competenti a cui i vostri genitori e i vostri insegnanti possono rivolgersi in ogni momento della nostra crescita e che ci guidano e guidano loro proprio come dei bravi registi; 3) insegnanti consapevoli che noi siamo speciali, che spesso la nostra vivacità eccessiva è una forte ansia che chiede di uscire, che non è vero che non abbiamo interesse per la scuola né voglia di studiare, abbiamo solo molta paura perché sentiamo che c'è qualcosa di strano, di diverso, che fin dai primi giorni ci fa fare una grande fatica..., che non sempre la scuola è preparata e pronta a conoscerci e accoglierci e che con grande umiltà iniziano a camminare al nostro fianco. Grazie a tutti per la serenità con cui ho potuto vivere questi cinque anni. Un grazie speciale a Federico, il ragazzo che mi ha aperto la strada con la sua sofferenza vissuta all'interno della scuola... forse senza di lui la mia maestra non avrebbe riconosciuto in me un «dis», non avrebbe avuto la possibilità di entrare nel nostro mondo per comprendere.
Grazie Federico, sei sempre nel mio cuore. D.Z., 11 anni, domani al suo primo giorno di Scuola Media P.s.
Se può essere d'aiuto a qualche genitore in difficoltà, la madre di D.Z. può essere contattata inviando una mail all'Adige a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o al telefono 0461-88 62 40.